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La Peer Education (letteralmente "Educazione tra Pari") già utilizzata con successo nel mondo anglosassone per la prevenzione dell’infezione HIV - nel nostro paese è adottata da alcuni anni, soprattutto nel contesto scolastico; in particolare, nell'anno 1999/2000 il Ministero della Pubblica Istruzione avviò un progetto pilota a livello nazionale, introducendo l'educazione tra pari come strumento privilegiato di lavoro nella didattica della prevenzione degli abusi da parte degli adolescenti.

Il nostro istituto, ormai da quasi 10 anni, ha adottato la metodologia della Peer Education, aderendo al progetto in rete con gli altri istituti presenti nel distretto scolastico e coordinandosi con il S.E.R.T. ufficio U.O.P. (ASL FG-1).

La Peer Education è un approccio educativo che punta a fare dei ragazzi i soggetti attivi della propria formazione, coinvolgendoli in un modo di operare completamente diverso rispetto ai tradizionali metodi di formazione e favorendo l’attivazione di un processo spontaneo di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti.

Questa pratica va oltre la consueta pratica educativa e diviene una vera e propria occasione per il singolo soggetto, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare momenti transferali intensi, all’interno del rapporto di educazione e di influenza reciproca che a livello sia formale che informale si instaura tra persone appartenenti allo stesso gruppo, dove tra ricevente e committente dell'informazione c'e' parità di livello culturale o sociale.

Questa metodologia determina anche un cambiamento di prospettiva, rispetto ai programmi di prevenzione rivolti agli adolescenti: utilizzando questa metodologia non s' interviene sui ragazzi ma si lavora con i ragazzi, si promuove il protagonismo attivo degli adolescenti: sono i pari che formano ed informano i loro stessi pari dopo un' adeguata formazione relativa ad un argomento specifico. Attivare processi di Peer Education, infatti, significa favorire lo sviluppo di competenze e consapevolezze fra gli adolescenti allo scopo di ridefinire ruoli e relazioni all’interno della scuola, e anche nella comunità, ricercando, peraltro, nuove forme di partecipazione giovanile.

Con la Peer Education, infatti, non sono più gli adulti a trasferire contenuti, valori, esperienze: sono invece i giovani stessi a confrontarsi fra loro, scambiandosi punti di vista, ricostruendo problemi ed immaginando autonomamente soluzioni, pur sapendo di poter contare sulla collaborazione di adulti esperti. In tal senso la Peer Education favorisce una stretta integrazione tra adulti e ragazzi, tra informazione verticale e orizzontale promuovendo un dialogo costruttivo tra le diverse generazioni.

Molto positiva nella nostra scuola è l'esperienza della Peer Education, che si sviluppa annualmente attraverso iniziative diverse, dall'organizzazione dell'accoglienza all'inizio dell'anno scolastico, all'intervento nel corso delle assemblee degli studenti in relazione a specifiche criticità, oltre che essere utilizzata come metodologia di lavoro nell'ambito dell' educazione sanitaria per realizzare progetti di educazione sessuale, di prevenzione dell'H.I.V., del consumo e abuso di tabacco, droghe, alcol, di prevenzione del bullismo, delle violenze familiari, delle gravidanze precoci, delle ludopatie, delle discriminazioni di genere ...ecc.